Conversazione tra i filosofi Averroè e Porfirio.

Emblema della V Sessione. Tratta da ″Liber de Herbis et plantis″, di Manfredvs de Monte Imperiali (1330-1340 ca.)
Biblioteca Nazionale di Francia. Parigi

Castello aragonese - Taranto

Emblema della III Sessione dei Dialogi. Detto anche Castel Sant′Angelo, monumento simbolo della città dei Due Mari. Meraviglioso scrigno di tesori, conserva tutt ′oggi i resti di antiche dominazioni. Dal carattere forte, affascina per il suo affaccio sul mare.

El Pilar - Zaragoza

Catedral-Basilica Nuestra Señora del Pilar, conocida como El Pilar. Icono de la ciudad de Zaragoza, es uno de los santuarios marianos más importantes del mundo católico. Símbolo de la II edición de los Dialogi.

Castelnuovo - Napoli

Detto anche Maschio Angioino, si erge inconfondibile e maestoso, di rimpetto al mare, da oltre sette secoli e scandisce la vicenda di Napoli in quanto capitale del Regno che da essa prende nome e sostanza politico-istituzionale. Monumento-simbolo della città partenopea, emblema della I Sessione.

Tapiz de la Creación - Girona

El tapiz de la Creación, obra románica del siglo XI de gran valor y calidad artística, es una pieza única y excepcional entre los pocos bordados que se conocen y se conservan. La parcela en la que aparece el Sol montado en su carro tirado por caballos, es el símbolo identificativo de la IV edición.

 

V Plenaria, Taranto

Quando un’impresa può dirsi sostenibile? Esistono attività imprenditoriali che intrinsecamente, per loro natura e caratteristiche, possono dirsi sostenibili o, all’opposto, non sostenibili? Che strumenti abbiamo per misurare e valutare la sostenibilità di un’attività d’impresa? Quali meccanismi e regole istituzionali governano il percorso di un’impresa verso una “certificazione” della sua sostenibilità?

La sostenibilità d’impresa è stata nel tempo analizzata e definita con riferimento a tre pilastri fondamentali: economico, sociale, ecologico. Ben più raramente la letteratura giuridica si è interrogata su questi temi.

Oggi, l’attuazione della Direttiva 2014/95/EU in tema di rendicontazione non finanziaria degli enti di interesse pubblico trascina per la prima volta il tema della sostenibilità dell’impresa fuori dalla prospettiva del mero volontariato, per proiettarlo in una dimensione quantitativa e normativa, dando struttura e corpo a istanze fino ad ora relegate nel quadro variegato e talora un po’ fumoso della Corporate Social Responsibility.

L’approvazione dei Bilanci 2017 è stata in Italia lo spartiacque che ha segnato la necessità di una nuova consapevolezza imprenditoriale e di nuovi doveri, che non vanno letti nella logica dell’appesantimento burocratico, ma piuttosto nella direzione dell’arricchimento dell’informazione e dell’accrescimento della consapevolezza sulle dinamiche che l’impresa genera per le persone e i territori. Analoghi processi sono in corso in tutti i Paesi dell’Unione.

Ma non è soltanto attraverso le norme sulla comunicazione non finanziaria che il tema della sostenibilità entra nel mondo del diritto positivo.

Tutti gli ambiti disciplinari di area giuridica sono ormai investiti da questo fenomeno: dal diritto tributario a quello del lavoro, dal diritto processuale civile al diritto agrario, la questione della sostenibilità delle scelte e dei modelli organizzativi d’impresa emerge come centrale e ineludibile. Sono sempre più al centro del dibattito giuridico argomenti come lo spreco alimentare, la tutela degli stakeholders esterni nella costruzione della business judgement rule e quindi della responsabilità civile degli amministratori, la protezione dei “nuovi lavoratori” dalla insostenibilità dei “nuovi lavori”, la tutela processuale delle istanze collettive nei confronti dei comportamenti imprenditoriali “insostenibili”; o ancora, l’analisi dei modelli organizzativi d’impresa per loro natura concepiti come più sostenibili e meno impattanti, o lo studio delle agevolazioni fiscali che possono favorire l’adozione di processi produttivi sostenibili o valorizzare lo sviluppo sostenibile di territorio.
La centralità di tali questioni ha suggerito il tema: “L’impresa sostenibile…alla prova del dialogo”, come sviluppo di riflessioni propositive, specialmente in contesto giuridico-economico e sociale della sostenibilità d’impresa.

A fare da cornice alle tre sessioni generali, che vedranno coinvolti giuristi e aziendalisti europei, vi sarà una Sessione permanente di presentazione di poster, nonché una call for papers internazionale e interdisciplinare, su nove linee tematiche che spaziano dal diritto all’economia, all’architettura, alla merceologia.

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Programma V Plenaria

Call for Papers V Plenaria

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